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Come nacque il distintivo del 51° Stormo PDF Stampa E-mail

Sample ImageSpesso su varie pubblicazioni viene riportata la storia del distintivo del 51° Stormo in versioni contrastanti e comunque non esattamente come effettivamente nacque il distintivo. Riteniamo doveroso, quindi, riproporre la versione esatta di come nacque questo nostro famoso distintivo.

Negli anni di poco antecedenti l’inizio della seconda Guerra Mondiale, era in atto una accesa diatriba aeronautica fra le specialità da bombardamento e della caccia. In particolare i “bombardieri” sostenevano l’autosufficienza dei velivoli da bombardamento in volo orizzontale a difendersi contro gli attacchi  della caccia. I “cacciatori”, dal canto loro, difendevano la capacità della “caccia” a contrastare ed impedire l’azione dei bombardieri.

Portavoce principale dei bombardieri era il 12° Stormo dotato di aerei SM. 79 (a quell’epoca il trimotore più veloce in servizio nella Regia Aeronautica); lo Stormo di stanza all’aeroporto di Ciampino Nord, comandato dal Col. Pil. G. Giordani, era reduce dalle ulteriori imprese della gara internazionale di velocità aerea “Istres-Damasco-Parigi”, e da alcune crociere a lungo raggio; era perciò un Reparto di tutto rispetto. I velivoli dello Stormo portavano dipinti, sulla fusoliera, “tre sorcetti verdi”.

Sull’altro lato dell’aeroporto, a Ciampino Sud era di base il 52° Stormo Caccia al comando del Col. Pil. Tessore , dotato di velivoli Fiat CR.32, biplani, ormai al limite del loro impiego operativo, essendo superati per caratteristiche di volo, dai nuovi aerei di imminente assegnazione. Và ricordato che la velocità dei Fiat CR.32 era di molto inferiore a quella degli SM.79. Durante una prima manovra aerea, consistente in un attacco alla città di Roma da parte degli SM.79 del 12° Stormo, la difesa del cielo della Capitale era affidata ai CR.32 del 52° Stormo Caccia. Data la diversità delle caratteristiche  di volo dei velivoli impiegati, fù agevole per i bombardieri, aggiudicarsi la vittoria della manovra stessa.
Non molto tempo dopo, la manovra venne ripetuta, ma in questa occasione, gli SM.79 dei “Sorci Verdi” vennero affrontati, oltre che dai soliti CR.32 del 52° Stormo anche da una squadriglia, la “531^” del costituendo 51° Stormo (data della sua costituzione il 1°Ottobre 1939) squadriglia dotata dei nuovi e più moderni monoplani Fiat G.50.

La 351^ Squadriglia comandata dal Cap. Pil. Aldo Alessandrini, sfruttando al meglio le superiori caratteristiche di volo del nuovo velivolo, impedì al 12° Stormo da bombardamento, di portare a termine l’attacco su Roma. Grande euforia fra i cacciatori dei G.50, euforia che si estrinsecò in una famosa frase: ”....finalmente i signori dei “Sorci Verdi”  hanno trovato il loro “Gatto”........”. Sempre sull’onda di tale euforia, il Ten. Pil. Vincenzo Sant’Andrea, detto “Bill” abile disegnatore, dipinse sul timone verticale di un G.50 un “Gatto nero” che scompagina tre “sorcetti verdi”, sostituendo al distintivo originale rappresentato da un Lupo Rosso su fondo Nero con la dicitura: “Hostibus Terror”.  Nacque così il distintivo del 51° Stormo Caccia.

Ma la Storia  del “Gattaccio” non era ancora finita. Per disposizione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, allo scopo di non far sfigurare troppo i “Sorci Verdi” del 12° Stormo da bombardamento, ( al quale apparteneva un pilota dal nome altisonante) i tre topolini dovevano cambiare colore e venivano dipinti in grigio! A malincuore i cacciatori del 51° Stormo ottemperarono alla superiore disposizione .

Poco tempo dopo, scoppiato il secondo Conflitto Mondiale, il 22 settembre 1940, il 20° Gruppo del 51° Stormo venne inviato in Belgio, in seno al CAI (Corpo Aereo Italiano) per affiancare l’Aeronautica tedesca, nelle missioni oltremanica contro l’Inghilterra.

Ormai si era in Guerra, i ragazzi del Gruppo presero una decisione che da tempo covava dentro di loro: ridipinsero di nuovo in verde i tre sorcetti:
Da quel lontano 1940 il “Gatto nero con i tre topolini verdi” è rimasto l’emblema del 51° Stormo.

 
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